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La pipa è uno strumento tradizionale utilizzato per fumare tabacco, ma la sua storia, la cultura e la varietà di modelli sono molto più complesse e affascinanti di quanto possa sembrare a prima vista.

Vediamo meglio le caratteristiche salienti di questo strumento e i rischi derivanti dal suo utilizzo:

  1. Cosa contiene?

    La pipa è costituita prevalentemente da tabacco scuro che, rispetto a quello utilizzato per le sigarette (biondo a PH acido), presenta un pH alcalino.
    Questa caratteristica rende il fumo da pipa più irritante per le mucose orali e favorisce l’assorbimento di nicotina a livello della bocca.
    Inoltre, la pipa ha un alto contenuto in catrame del fumo di pipa (ben 2,8 volte maggiore a parità di peso di tabacco fumato).

  1. Rischi per la salute

    Una larga parte dell’opinione pubblica è convinta che il fumo di pipa sia meno dannoso rispetto a quello di sigaretta. Questa convinzione è stata alimentata, nel tempo, da una disinformazione legata alla minore inalazione del fumo e da messaggi pubblicitari fuorvianti.
    Dagli studi pubblicati è emerso un messaggio comune e chiaro: anche il fumo di pipa espone a seri rischi per la salute.

    Gli studi epidemiologici dimostrano che è associato ad un aumento significativo del rischio di tumori maligni, in particolare del cavo orale, del polmone e dell’esofago.

  1. Forma

    • Dritta (straight): il fumo è diretto, ideale per chi cerca una fumata asciutta e facile da pulire.
    • Curva (bent): il cannello curva verso il basso, offrendo un maggiore comfort nella bocca, però tendono ad accumulare più umidità.
    • Semicurva (half-bent): un buon compromesso tra la praticità della pipa dritta e il comfort di quella curva. 

Pubblicato il: 20.01.2026