Narghilè
Il narghilè, conosciuto anche come shisha o hookah, è la pipa ad acqua usata per fumare tabacco aromatizzato.
È un oggetto tradizionale in molte culture del Medio Oriente, ma è molto popolare anche in altre regioni.
Il tabacco usato nel narghilè è spesso aromatizzato con frutta, miele, melassa o spezie: i gusti più diffusi includono mela, fragola, menta, anguria, cioccolato o vaniglia.
Questi aromi rendono l’esperienza più piacevole e meno irritante, soprattutto per chi è alle prime armi, ma creano anche un falso senso di sicurezza, inducendo molti giovani e non fumatori a provare il narghilè senza rendersi conto dei rischi reali.
È importante sottolineare che, sebbene gli aromi possano sembrare innocui, il fumo inalato resta ricco di sostanze nocive e altamente tossiche.
Contrariamente a quanto comunemente si pensa, il narghilè:
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1
Non è un’alternativa sicura alle sigarette
Il fumo contiene nicotina, monossido di carbonio, catrame e metalli pesanti, tutte sostanze che aumentano il rischio di tumori (polmoni, bocca, labbra, vescica), malattie cardiovascolari e riduzione della funzionalità polmonare.
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2
Comporta un rischio di dipendenza
Una singola sessione di narghilè, della durata media di 45 minuti, può comportare l’inalazione di quantità di fumo e nicotina superiori a quelle di molte sigarette, favorendo così la dipendenza. La nicotina, infatti, raggiunge rapidamente il cervello e stimola la produzione di sostanze chimiche che provocano sensazioni di piacere e gratificazione, rendendo l’abitudine difficile da abbandonare.
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3
Condivisione del bocchino e rischio di malattie infettive
La condivisione del bocchino, pratica molto comune nei contesti sociali, può favorire la trasmissione di malattie infettive come epatite, herpes labiale o tubercolosi, aumentando ulteriormente i pericoli legati a un consumo apparentemente “innocuo”.
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4
Rischi derivanti dal fumo passivo
Il fumo passivo del narghilè rappresenta un pericolo per chi è presente nella stanza. Deriva sia dalla combustione del carbone sia dal fumo espirato, contiene monossido di carbonio, metalli pesanti e sostanze cancerogene. In ambienti chiusi, un’ora di esposizione al fumo passivo può equivalere all’inalazione di monossido di carbonio pari a 6–8 sigarette, riducendo la capacità del sangue di trasportare ossigeno e provocando effetti negativi sul cuore e sui polmoni.
Considerazioni finali
Il narghilè rappresenta un esempio perfetto di come un oggetto tradizionale possa affascinare e attrarre per la sua storia e il suo ruolo sociale, ma allo stesso tempo nascondere insidie importanti per la salute, soprattutto tra i giovani e chi sottovaluta il potere della nicotina e delle sostanze tossiche contenute nel fumo.
Pertanto, non ne va sottovalutata la pericolosità per la salute.
I gusti fruttati e aromatici possono mascherare i rischi reali, inducendo i consumatori a sottovalutare l’esposizione a nicotina, sostanze cancerogene e monossido di carbonio.
Il consumo regolare può portare a dipendenza e problemi respiratori cronici: il narghilè comporta rischi concreti, anche se è percepito come “socialmente accettabile” e innocuo rispetto alle sigarette.
Se vuoi saperne di più sul narghilè…
Le sue origini risalgono probabilmente al XVI secolo, in India o in Persia, dove veniva utilizzato come metodo raffinato per fumare tabacco aromatizzato con spezie, miele o frutta.
Nel tempo, il narghilè si è diffuso in tutto il Medio Oriente e Nord Africa, diventando parte integrante della vita sociale, in particolare in paesi come Turchia, Egitto e Arabia Saudita. Qui, fumare la pipa ad acqua era più di un semplice atto individuale: era un rito di ospitalità, un momento di incontro familiare e comunitario, un’occasione per discutere, condividere storie e rafforzare legami sociali.
Negli ultimi decenni, questa tradizione è arrivata in Europa e negli Stati Uniti, dove il narghilè è diventato un fenomeno popolare soprattutto tra i giovani, spesso associato a lounge eleganti e locali alla moda.
È studiata per ottimizzare la produzione di fumo e il gusto del tabacco. Il narghilè è composto da quattro parti principali:
- Testa, dove viene collocato il tabacco aromatizzato.
- Corpo, che connette la testa alla base.
- Base riempita d’acqua o talvolta di altri liquidi per raffreddare e filtrare il fumo.
- Tubo con bocchino, attraverso cui il fumatore aspira il fumo.
Il tabacco viene riscaldato indirettamente da un carbone acceso, solitamente a circa 100 °C, temperatura molto più bassa di quella di combustione di una sigaretta, che può raggiungere gli 800–900 °C.
Il fumo così prodotto passa attraverso l’acqua prima di essere inalato, raffreddandosi e risultando più morbido sulla gola. Tuttavia, questo processo non elimina la maggior parte delle sostanze tossiche, e il fumo resta altamente dannoso per la salute.
- Tradizionale: realizzato in ottone o rame e decorato artigianalmente, spesso con tubi in pelle o plastica.
- Moderno: costruito in acciaio inox o vetro con componenti smontabili, più igienico e facile da pulire.
- Elettronico: utilizza vaporizzatori al posto del carbone per ridurre la combustione, ma non elimina completamente i rischi legati all’inalazione di nicotina e altre sostanze chimiche.
Il tabacco usato nel narghilè è spesso aromatizzato con frutta, miele, melassa o spezie.
I gusti più diffusi includono mela, fragola, menta, anguria, cioccolato o vaniglia. Questi aromi rendono l’esperienza più piacevole e meno irritante, soprattutto per chi è alle prime armi, ma creano anche un falso senso di sicurezza, inducendo molti giovani e non fumatori a provare il narghilè senza rendersi conto dei rischi reali.
Sebbene gli aromi possano sembrare innocui, il fumo inalato resta ricco di sostanze nocive e altamente tossiche.
Nonostante i rischi evidenti, il narghilè mantiene un forte valore culturale e sociale.
In Medio Oriente e Nord Africa, fumare la pipa ad acqua è un rito di ospitalità e convivialità, un momento di incontro per discutere, socializzare e rafforzare legami.
Nei paesi occidentali, i lounge di narghilè hanno assunto un ruolo di aggregazione giovanile, spesso come alternativa al consumo di alcol, e hanno contribuito a diffondere questa tradizione culturale in contesti urbani e internazionali.