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Protezione della pelle

Farmaci fotosensibilizzanti

Approfondimenti

L’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), naturali o artificiali, può causare gravi reazioni cutanee in chi assume farmaci o utilizza sostanze che aumentano la sensibilità della pelle alla luce solare. Queste reazioni, chiamate fotodermatiti, dipendono da fattori come il tipo di sostanza, la dose, la predisposizione individuale e il tempo di esposizione.

  1. I farmaci più frequentemente implicati includono antibiotici (tetracicline, chinolonici), FANS (es. ketoprofene), farmaci cardiovascolari (es. amiodarone), psicofarmaci, immunosoppressori, diuretici e ipoglicemizzanti.

Il trattamento prevede l’interruzione dell’esposizione al sole e, se possibile, la sospensione del farmaco. Su indicazione medica, si può ricorrere a terapie con corticosteroidi locali, antistaminici e, nei casi gravi, corticosteroidi sistemici.

È fondamentale conoscere i rischi della fotosensibilità, soprattutto in estate o in aree molto soleggiate. Le zone più colpite sono quelle direttamente esposte alla luce (viso, collo, mani, braccia), mentre le parti coperte tendono a essere risparmiate. Le reazioni possono comparire anche dopo esposizioni brevi, con dosaggi standard di farmaco e possono essere estese se il farmaco è stato assunto per via sistemica.

Le fotodermatiti si manifestano con arrossamenti, gonfiore, vescicole o pomfi. Si distinguono in reazioni fototossiche, che compaiono rapidamente nelle zone esposte, e fotoallergiche, più rare, diffuse anche su aree non direttamente irradiate e con coinvolgimento del sistema immunitario.

  1. Per chi assume farmaci fotosensibilizzanti, si raccomanda di evitare l’esposizione solare tra le 11:00 e le 16:00, usare filtri solari ad ampio spettro SPF 50+, indossare abiti protettivi e informare il medico in caso di reazioni cutanee. Prevenzione e consapevolezza sono essenziali per proteggere la salute della pelle.

Pubblicato il: 20.01.2026