Lampade UVA, lettini e creme autoabbronzanti
Le apparecchiature che utilizzano lampade UVA ad alta pressione possono raggiungere un’intensità di radiazione ultravioletta (UV) che può essere da 5 a 10 volte superiore al valore massimo della UVA solare alla nostra latitudine.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato l’uso di lettini e lampade abbronzanti come cancerogeno certo per l’uomo (Gruppo 1), e la ricerca ha evidenziato l’associazione tra l’uso di lettini e lampade con un aumento significativo del rischio di melanoma della pelle, soprattutto quando l’uso inizia prima dei 30 anni. L’uso di queste apparecchiature può causare inoltre invecchiamento precoce della pelle, danni oculari, e soppressione del sistema immunitario. In Italia, l’uso di lettini e lampade abbronzanti è regolamentato per legge dal Decreto Ministeriale del 12 maggio 2011, n. 110, che lo ha vietato per i minori di 18 anni, le donne in gravidanza, le persone con fototipo molto chiaro, e le persone con una storia di tumori della pelle.
Le creme o spray autoabbronzanti possono costituire un’alternativa per chi voglia modificare il colore della propria pelle senza incorrere nei rischi legati a un’eccessiva esposizione al sole. La gran parte di essi contiene semplici coloranti: il colore acquisito può essere rimosso semplicemente con acqua. Altre contengono una sostanza (il diidrossiacetone) che, interagendo con le proteine presenti nell’epidermide, conferisce il caratteristico colore abbronzato. Tuttavia, non sono noti effetti collaterali, né a breve né lungo termine.
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Occorre però ricordarsi che l’effetto abbronzato prodotto da queste creme non protegge in alcun modo dai danni delle radiazioni UV del sole o delle lampade abbronzanti. Rimane quindi valida la raccomandazione di adottare sempre tutti gli strumenti di prevenzione, come evitare l’esposizione alla radiazione UV, utilizzare creme solari, indumenti protettivi e occhiali da sole.