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Smettere di fumare

Narghilè

Il narghilè, conosciuto anche come shisha hookah, è la pipa ad acqua usata per fumare tabacco aromatizzato.
È un oggetto tradizionale in molte culture del Medio Oriente, ma è molto popolare anche in altre regioni.
Il tabacco usato nel narghilè è spesso aromatizzato con frutta, miele, melassa o spezie: i gusti più diffusi includono mela, fragola, menta, anguria, cioccolato o vaniglia.
Questi aromi rendono l’esperienza più piacevole e meno irritante, soprattutto per chi è alle prime armi, ma creano anche un falso senso di sicurezza, inducendo molti giovani e non fumatori a provare il narghilè senza rendersi conto dei rischi reali.
È importante sottolineare che, sebbene gli aromi possano sembrare innocui, il fumo inalato resta ricco di sostanze nocive e altamente tossiche.

Contrariamente a quanto comunemente si pensa, il narghilè:

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    Non è un’alternativa sicura alle sigarette

    Il fumo contiene nicotina, monossido di carbonio, catrame e metalli pesanti, tutte sostanze che aumentano il rischio di tumori (polmoni, bocca, labbra, vescica), malattie cardiovascolari e riduzione della funzionalità polmonare.

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    Comporta un rischio di dipendenza

    Una singola sessione di narghilè, della durata media di 45 minuti, può comportare l’inalazione di quantità di fumo e nicotina superiori a quelle di molte sigarette, favorendo così la dipendenza. La nicotina, infatti, raggiunge rapidamente il cervello e stimola la produzione di sostanze chimiche che provocano sensazioni di piacere e gratificazione, rendendo l’abitudine difficile da abbandonare.

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    Condivisione del bocchino e rischio di malattie infettive

    La condivisione del bocchino, pratica molto comune nei contesti sociali, può favorire la trasmissione di malattie infettive come epatite, herpes labiale o tubercolosi, aumentando ulteriormente i pericoli legati a un consumo apparentemente “innocuo”.

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    Rischi derivanti dal fumo passivo

    Il fumo passivo del narghilè rappresenta un pericolo per chi è presente nella stanza. Deriva sia dalla combustione del carbone sia dal fumo espirato, contiene monossido di carbonio, metalli pesanti e sostanze cancerogene. In ambienti chiusi, un’ora di esposizione al fumo passivo può equivalere all’inalazione di monossido di carbonio pari a 6–8 sigarette, riducendo la capacità del sangue di trasportare ossigeno e provocando effetti negativi sul cuore e sui polmoni.

Considerazioni finali

Il narghilè rappresenta un esempio perfetto di come un oggetto tradizionale possa affascinare e attrarre per la sua storia e il suo ruolo sociale, ma allo stesso tempo nascondere insidie importanti per la salute, soprattutto tra i giovani e chi sottovaluta il potere della nicotina e delle sostanze tossiche contenute nel fumo.
Pertanto, non ne va sottovalutata la pericolosità per la salute.
I gusti fruttati e aromatici possono mascherare i rischi reali, inducendo i consumatori a sottovalutare l’esposizione a nicotina, sostanze cancerogene e monossido di carbonio.
Il consumo regolare può portare a dipendenza e problemi respiratori cronici: il narghilè comporta rischi concreti, anche se è percepito come “socialmente accettabile” e innocuo rispetto alle sigarette.

Se vuoi saperne di più sul narghilè

Pubblicato il: 27.11.2025